Una nuova tendenza: il destination wedding

Se vi capita di osservare una coppia russa o americana in procinto di sposarsi in Italia, sappiate che state assistendo all’evoluzione di un fenomeno che, avviato da qualche anno, sta diventando sempre più importante e consistente: il destination wedding. Dietro questa espressione anglofona si nasconde, in realtà, una pratica abbastanza semplice: è cioè quella di venire da un Paese straniero per unirsi in matrimonio nel Belpaese. Non per forza chi sceglie il destination wedding ha dei legami con l’Italia: certo, può accadere che uno dei due partner abbia avi provenienti dal nostro Paese, ma non sempre è così. Anche perché tale tendenza non riguarda solo coppie che provengono dal Canada o dagli Stati Uniti – dove è relativamente facile trovare persone con antenati italiani – ma anche coppie in arrivo dalla Russia. 

Una sola è la condizione da rispettare per il destination wedding: avere tanti soldi. Perché, come è facile immaginare, se già un matrimonio organizzato in un ristorante a pochi chilometri da casa è in grado di prosciugare il conto in banca delle famiglie coinvolte, si può ben intuire quanto costi una cerimonia in programma a decine di migliaia di chilometri di distanza. Anche nel caso in cui il numero degli invitati sia ridotto, e non è sempre detto che sia così. 

Per il resto, comunque, i matrimoni di questo genere hanno le caratteristiche di quelli più comuni e “fatti in casa”: bisogna trovare un fotografo di matrimonio, decidere il menù del ristorante, scegliere i fiori, e così via. Occuparsi di tutti questi aspetti a distanza non è il compito più semplice del mondo, ma – come è ovvio che sia – le coppie che optano per il destination wedding si fanno aiutare da un wedding planner professionista, che può dare loro qualche consiglio anche a proposito della location in cui dire sì. 

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