La mia casa a Lubiana

Passeggiare per il centro di Lubiana in un pomeriggio di fine gennaio.

Pioviggina, ma di quella pioggerellina che non infastidisce, anzi accompagna il passo.
Non c’è il freddo gelido che ricordavo. Le poche persone che camminano per strada si muovono silenziose, qualcuna a passo svelto, qualche altra indugia davanti all’insegna di un locale.
Tavolini all’aperto con sedie coperte di pelliccia invitano alla sosta.

Quello che mi colpisce è un silenzio che non avevo respirato prima in questa città.
Le strade acciottolate sono rese lucide dalla pioggia, le luci del centro sono meno sfarzose rispetto al brillante periodo natalizio, quando ogni scorcio riflette in un caleidoscopio di luci.

Tutto invita alla calma e ad assaporare ogni istante di questa giornata.
Mi aspetto che qualche personaggio letterario di un tempo passato sbuchi da una stradina laterale, diretto verso chissà quale appuntamento galante.
Un musicista di strada suona le note di una vecchia canzone.

Dal campanile della Chiesa dei Francescani i rintocchi, anch’essi ovattati, accompagnano il mio rientro a casa.
La mia casa di Lubiana è al centro di questo mondo.
Apro il portone d’ingresso. Salgo, lentamente, i gradini di una scala dipinta di colori antichi ed entro nel mio nido.

Dalle finestre sul tetto osservo la vita che continua a svolgersi sulla piazza, mi perdo davanti al panorama del castello che, ancora una volta, mi fa viaggiare verso epoche lontane.

Mi accoccolo sul divano, assaporo una tisana calda e mi preparo a rivivere in sogno le emozioni di questa giornata.
Domani mattina la vita ricomincerà a pulsare. Nuove persone cammineranno a passo svelto, dirette al posto di lavoro.

Il riposo è stato piacevole, nessun rumore a disturbare la tranquillità. Sono sprofondata in un sonno riposante avvolta da morbide lenzuola. Il risveglio è stato lento, come deve essere in un periodo di vacanza.

E’ una giornata che comincia. Mi affaccio alla mia finestra preferita con una tazza di caffé appena preparato.
Mi sembra di vivere qui da molto tempo, in questo appartamento posso continuare le mie abitudini, vivere i miei piccoli riti quotidiani.
In questo silenzio, i tempi si dilatano, le emozioni trovano il giusto spazio per riaffiorare.
Per me, viaggiare è sentire intensamente, vivere il momento e rigenerarmi per nuovi progetti.
Tornerò a casa (quella vera) a passo leggero, eppure accompagnata da un bagaglio pieno di ricordi e di tanti stimoli.
Grazie Urban Homy per avere creato il nido ideale per vivere questa città.
Ora so che quando tornerò a Lubiana – e succederà presto, ne sono sicura – avrò la mia casa in città pronta ad accogliermi.
Sarà bello tornare a casa.

Mariangela Mestieri 


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