New York, New York…

E’ la capitale del mondo, non c’è dubbio: a livello economico e non solo, New York è la città più importante del pianeta. John Lennon la paragonava a Roma ai tempi dell’Impero Romano. Se fossi nato nell’Impero, sarei nato a Roma, diceva. Oggi New York è Roma, perché gli Stati Uniti sono l’Impero Romano. Non aveva torto. Popolata da più di otto milioni di persone, è una città pazza, cosmopolita, simbolo di una Nazione. Visitarla è d’obbligo! E se per i 2017 non volete passare il Capodanno Roma, prenotate subito: un volo Roma-New York costa, ora, sui seicento euro andata e ritorno.

Nuova Amsterdam

Furono gli olandesi a fondare il primo insediamento, nel 1613, chiamandolo Nuova Amsterdam. L’area, ovviamente, era già popolata dalla tribù indiana dei Lenape che però, con l’arrivo degli europei, dovettero assistere al furto delle loro terre.

Nel 1524 era stato Giovanni da Verrazzano (noi italiani ci siamo sempre!) il primo a spingersi nella zona, senza però rimanervi. Molti anni dopo l’inglese Henry Hudson esplorò accuratamente la zona, scoprendo il fiume che oggi porta il suo nome.

Nel 1664 gli inglesi si appropriarono di Nuova Amsterdam, ribattezzandola New York; il nome venne scelto per omaggiare Giacomo II, che portava il titolo di Duca di York.

La prima capitale

Con la nascita degli Stati Uniti d’America e l’indipendenza dalla Corona Britannica, New York divenne la sede del Congresso, la prima capitale della Nazione e fu qui che George Washington giurò come primo presidente della storia statunitense.

Dopo la Guerra di Secessione Americana, i flussi migratori verso gli Stati Uniti riacquistarono vigore: milioni di europei affrontavano l’Oceano in cerca di fortuna. New York divenne il simbolo di queste speranze, tanto che nel 1886 venne inaugurata la celeberrima Statua della Libertà, donata dalla Francia.

I primi anni del Novecento furono il periodo di massimo splendore per New York: venivano costruiti grattacieli, Wall Street era il centro economico del mondo, centinaia di migliaia di afroamericani popolò la città spostandosi dagli stati del Sud. Il crollo della Borsa del 1929 ovviamente cambiò tutto, arrestando la crescita, ma la città seppe reagire sotto la guida del sindaco Fiorello La Guardia (di nuovo un italiano!).

Il Dopoguerra e il declino

La Seconda Guerra Mondiale non riuscì a togliere a New York il suo primato. Gli anni Sessanta furono caratterizzati da rivolte e disordini, a causa delle discriminazioni di cui la popolazione nera era continuamente vittima. Il decennio successivo fu palcoscenico di moltissimi episodi di criminalità e degrado.

Fu solo grazie al sindaco Ed Koch che le cose migliorarono: il suo governo durò per tre mandati, dal 1978 al 1989. Gli succedette il primo sindaco nero di New York, David Dinkins. Il suo mandato non fu però incisivo.

Nel 1994 venne eletto l’italoamericano Rudolph Giuliani, passato alla storia per il suo approccio tolleranza zero. La criminalità diminuì notevolmente e la città vide un importante aumento demografico.

L’11 settembre 2001 New York tornò sotto i riflettori di tutto il mondo. Due aerei vennero dirottati sulle Twin Towers, provocandone l’incendio e poi il crollo ed uccidendo più di tremila persone. L’episodio cambiò per sempre la storia degli Stati Uniti e del mondo intero.

Sono passati quindici anni dall’attentato ed il mondo ancora ne paga le conseguenze.

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